Le Radici del Cammino: Viaggio Esperienziale con Francesco di Paola
Il progetto che presentiamo è dinamico nella sua narrazione, nella struttura, nella sua architettura e nel merito: è un cammino. Non uno qualsiasi. Ma il cammino sulle orme di un altro cammino: quello di un Santo. San Francesco da Paola.
Questo non è un cammino qualsiasi, perché si riferisce al giovane Francesco da Paola. Le orme di San Francesco giovane. Quindi è dedicato soprattutto ai giovani, ed ha uno sfondo pedagogico. Non perché voglia insegnare, educare, indicare qualcosa, ma perché vuole far conoscere il silenzio, gli odori delle foreste, dei boschi, delle erbe, degli alberi che il giovane Francesco da Paola incontrava nei suoi cammini. Il progetto parla di silenzio. Della magia e della spiritualità del silenzio nella vita del giovane Francesco.
Il silenzio è la condizione essenziale della preghiera, e la preghiera è imprescindibile per la vita cristiana. Pertanto non ci può essere vita cristiana senza preghiera, e non ci può essere preghiera senza silenzio. E Francesco lo sapeva bene.
Il silenzio precede, prepara e accompagna questo momento privilegiato che è la preghiera. San Giovanni della Croce diceva: “Il Padre pronunciò una parola: Suo Figlio. Questa parla sempre in un eterno silenzio e nel silenzio deve essere ascoltata dall’anima”.
Il cammino di questo progetto prepara al silenzio attraverso il percorso che tocca i comuni di Paola, Cervicati, Cerzeto, Mongrassano, San Benedetto Ullano, San Marco Argentano.
A piedi da Paola a San Marco Argentano attraverso la natura. E nel mezzo le soste, quali luoghi di meditazione e preghiera.
Il cammino religioso è un viaggio nel viaggio. Un percorso, in primis, spirituale che ci porta a ritrovare noi stessi e a riscoprire il mondo che ci circonda attraverso la natura e i prodotti della terra.
Quindi nelle aree di sosta si incontreranno i prodotti di quel territorio attraverso le eccellenze e le tipicità dei luoghi. Chissà il giovane Francesco cosa mangiava, cosa sentiva e cosa odorava. A quali alberi parlava e cosa vedeva nei suoi pellegrinaggi!
Ed è proprio questo che noi vorremmo inseguire e promuovere: i luoghi del giovane Francesco attraverso i suoi pellegrinaggi.
Il pellegrinaggio è la metafora dell’urgenza del cambiamento, della conversione, che è fatta di rinunce, di amore e di disponibilità a seguire la verità. Camminare significa affrontare il sacrificio di un distacco: non è possibile camminare, seguire il Signore, raggiungerlo, senza la volontà di lasciare la sicurezza della casa, qualche comodità e qualche idea consolidata. Il pellegrinaggio è anche metafora di questo incontro: Dio cammina verso di noi. Dio andava incontro a San Francesco.
Quindi con questo cammino i giovani di tutto il mondo potranno incontrare Dio sulle orme del giovane Francesco, attraverso la natura e i suoi silenzi.
Il cammino è un’alternanza di solitudine e di incontro
Il pellegrino non ha bisogno soltanto di bei luoghi, ma anche di sentirsi a casa in una comunità pronta ad accoglierlo. Questo progetto traccia un parallelo tra il percorso sinodale intrapreso dalla Chiesa, per imparare sempre di più e sempre meglio a camminare insieme, e quello stare insieme che è l’accoglienza. In senso conviviale, l’ospitalità non è un mero affare economico, ma un vero e proprio scambio, un movimento di ricchezza circolare che si può chiamare condivisione. È proprio su questo che vogliamo spenderci: l’importanza di incontrare una comunità accogliente. Per i gestori dei punti di interesse sono state previste delle pillole di informazione e di formazione sull’ospitalità pellegrina in forma di video.
Oggi si viaggia e si cammina tanto, per l’Italia e per il mondo, per prendersi cura del proprio benessere psicofisico, vedere altri posti, fare nuove esperienze, sentirsi liberi e talvolta per trovare risposte a quesiti esistenziali. Un Cammino della fede ne propone una peculiare. Camminare è un aspetto che appartiene profondamente all’uomo, soprattutto nella possibilità di decidere la propria meta. In questo caso nasce un vero viaggio, fisico ma che può diventare un viaggio alla ricerca di sé, di senso. Senza una destinazione, l’umanità si muove come smarrita. L’uomo ha bisogno di riproporsi una meta, perché smarriti lo siamo già abbastanza e i Cammini della Fede ce ne propongono una religiosa, proponendo di mettere Dio come punto di arrivo di tutto il cammino della nostra vita. Il viaggio, in particolare quello a piedi, un vero lasciare tutto il superfluo per scoprire chi siamo davvero, è allora una vera esperienza spirituale.
Viviamo in un mondo rumoroso , patologicamente rumoroso
La maggior parte delle persone sono incapaci di rimanere anche solo un minuto in silenzio. Sembra che esista un panico generalizzato nei confronti del silenzio. Quasi tutti camminano per strada ascoltando musica con gli auricolari o, se vanno in macchina, devono avere la radio accesa. Specialmente i giovani sembra abbiano bisogno di mantenere la musica a tutto volume, in ogni momento. Tutto questo è un grande inganno perché Dio parla nel silenzio e, pertanto, quanto più assordante sarà il rumore che ci circonda, tanto più sarà difficile ascoltare la voce del Signore, che vuole parlarci nel profondo del nostro cuore.
Durante i 49 Km che separano Paola da San Marco Argentano vi seranno aree deputate all’ascolto della natura, al silenzio, al distacco dalle parole, in cui i pellegrini potranno meditare con visite guidate ai luoghi di culto e momenti in cui il teatro si impossessa dei corpi. Nelle aree di sosta sono previsti, dopo le pause di silenzio, dei momenti di interpretazione del silenzio, proprio attraverso il teatro.
Il teatro è la cessazione del segreto, se il segreto è quello dell’essere in sé o quello di un’anima ritratta in un’intimità. I corpi dei pellegrini. Con la guida di maesti teatrali, potranno infatti aprirsi e connettersi fra loro e le anime conoscersi attraverso l’interpretazione del silenzio che diviene preghiera corale.
Non solo: il progetto è anche un tentativo concreto di mettere in relazione le Chiese locali con i cammini così da rendere le comunità davvero ospitanti. L’approccio è totalmente nuovo: la Chiesa non solo è attraversata dai cammini, ma inizia ad abitarli. Questo permette di assicurare al pellegrino un’effettiva accoglienza.
Da vedere nelle soste saranno i luoghi del giovane Francesco
La Chiesa della Riforma a San Marco Argentano che ospitò San Francesco di Paola ancora dodicenne; Cerzeto, comune di etnia, lingua e cultura italo-albanese; “Il Patriarca di Kroj Shtikàn”, gigantesco castagno millenario; Il Faggio di San Francesco; Riserva Statale Serra Nicolino – Pian d’Albero; I faggi secolari del Bosco Cinquemiglia; il Laghicello, specchio d’acqua naturale nel quale sopravvive il raro Tritone Alpino; Cozzo Cervello, la terza cima più alta della Catena Costiera, punto panoramico sulla Valle del Crati; Croce di Paola e Montalto, crocevia percorso da San Francesco di Paola per raggiungere Montalto Uffugo. Qui come segno di devozione verso il Santo Paolano è stata eretta una statua in bronzo, a grandezza naturale; infine il Santuario di San Francesco di Paola.
Via del Giovane (3 tappe, 49 km totali):
- San Marco Argentano – Cerzeto (circa 18 km): Partenza dalla Cattedrale di San Marco, poi attraverso campagne e colline si raggiunge Cerzeto. Lungo il tragitto si visita il piccolo borgo di Cervicati. Tappa caratterizzata da dolci crinali e viste panoramiche sul Tirreno in lontananza.
- Cerzeto – Fuscaldo (circa 20 km): Si attraversano boschi di quercia scendendo gradualmente verso la costa. Passaggio da Cerzeto e S. Benedetto Ullano, borghi arbëreshë ricchi di tradizioni. Arrivo a Fuscaldo, sul litorale tirrenico, poco a nord di Paola.
Caratteristiche
3. Fuscaldo – Paola (Santuario) (circa 11 km): Ultima tappa breve ma emozionante. Si percorre la costa o colline vicine fino a raggiungere Paola. L’arrivo ufficiale è al Santuario di San Francesco, meta finale del cammino.
Caratteristiche: La Via del Giovane collega i luoghi della giovinezza di Francesco. Paesaggisticamente alterna tratti appenninici a scenari costieri. Segnaletica monodirezionale (direzione Paola). Adatta come introduzione al cammino per chi ha pochi giorni.
“siate sempre segni di speranza del mondo”
In occasione del Giubileo dei giovani, Papa Leone XIV, ha detto “siate sempre segni di speranza del mondo”. E attraverso i respiri del mondo dei giovani questo cammino rappresenta una speranza di pace, poiché il silenzio fa tacere le bombe. Uno luogo di meditazione in cui si fa pace. Vogliamo che questo cammino sia un percorso di pace, come San Francesco insegnava. “Siete luce del mondo, urliamo insieme la pace”, ha detto il Papa ai giovani. E noi vogliamo urlarla con gesti concreti e con il nostro silenzio. In cammino.


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